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November 2009

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Via Coni Zugna 57 - Atto I°

http://www.youtube.com/watch?v=ugpjfYA1hZ4

[Avviare il video prima di soggiornarvi]

Eravamo io, B e P all’esselunga.

Tra una foto nel reparto pet food e una bottiglia di vino, decidevamo del nostro pranzo.
Erano le 15,00 circa. Prima eravamo impegnati a turbare la quiete dei passanti milanesi, in un sabato grigio pirla.
“Scusi, posso disturbarla un paio di minuti? Un paio di domande”. Sorrisini ammiccanti.
“No, guardi, ho da fare”
Ma cristo, sono le due e mezzo e sei con il tuo cagnolino in un parco. Che cazzo c’hai da fa’?
Allora ho ragione io a pensare che i milanesi fingono di avere da fare.
Un po’ come i vecchietti di Francavilla quando li trovi dal dottore, che se sei una madre che deve andare a prendere i propri figli da scuola e devi farti mettere un timbro per una stupida ricetta, e chiedi gentilmente di passare avanti, ti rispondono “No. Rispetti il suo turno. Voi giovani non avete rispetto per gli anziani”.
Eh, già.
Dopo quindici minuti, solitamente, lo stesso anziano è riverso in piazza a fare il lama con i compagni di catarsi mucolitica.

Non è un paese per giovani.

[Breve parentesi tratta da scene di vita vissuta]

Dicevo.
Eravamo all’esselunga e la cosa più veloce da cucinare ci era sembrata un’ottima pasta, panna e prosciutto.

Dritti in via Coni Zugna 57 per cucinare.

P “Oh, quello è un cane. Vai B!”
B a testa basa “Buongiorno, posso farle qualche domanda per una ricerca? Sono uno studente del master…” bla, bla, bla.
Anonimo “Guardi, vado di fretta. Faccia presto”

Senza dilungarmi troppo: il cane era troppo pesante per il nostro scopo. Oggi ho finalmente capito cosa si intende per “cani di piccola taglia”. Esseri unicellulari, che però abbaiano.

Arriviamo a casa.

P si dimena in cucina per fare il prima possibile, ché poi dobbiamo lavurà.
Venti minuti dopo.
P “Uagliù, è pronto”.
Tavolino 40x80, 3 piatti, 3 bicchieri, una bottiglia di nero di troia.
Io “Il vino però non lo apriamo, sennò non combiniamo niente oggi”
P “Dai, poi ne prendiamo un’altra per questa sera”
B “No, dai. Lasciamo perdere”
P “Va be’. Come dite voi, uagliù”
P è il primo ad assaggiare. “Mmmmh, sembra un po’ dolce, assaggia”
Io “Beh, è normale che è dolce. Avrai messo poco sale alla pasta e la panna addolcisce, di solito. Metti più parmigiano. Alla fine, il sale fa male :)”

Assaggio.

“P, puoi prendere il pacco di panna che hai buttato? Fammi vede’, che secondo me hai fatto la puttanata oggi”
P “Perché?”
Io “Tu prendila”
B “Che panna hai preso?”

Ecco, questa è la storia di come si può mangiare un piatto e mezzo di penne, panna da montare e prosciutto, per fame, per disperazione, per non perdere tempo.
Io “Guarda, sinceramente fa proprio schifo, ma con più formaggio, più sale e un po’ di pepe, fa più schifo di prima”
P “Dai, faccio le spinacine. Tu la vuoi Clà?”
Io “No, grazie. Dopo il dolce non mi piace mangiare salato. Anzi, ti dirò, anche il vino non ci sta tanto bene”
Un simposio di risate.
Tutto sommato ci siamo saziati. Soprattutto con vari salumi molisani che sono giunti in soccorso del lauto pasto.

Il vino non era male.

Nov 21, 2009
“Il maestro è Margherita (trans Bulgakov express)” —FriendFeed
Nov 20, 20094 notes
“il Piccione della Chiazza, da bravo piccione, caca, eccome se caca (cfr. “defecare”, “espletare funzioni corporali vitali”), ma non caga (cfr. “interessarsi di”, “mostrare curiosità per qualcuno o qualcosa”). Ne sanno qualcosa gli stranieri (Caegliesis Amorevolis, Ostunaenses Fighetto, Oritanos Gitanos) che ogni sabato, elegantissimi, si mettono in fila per entrare nella nostra amata e sodomitica Chiazza Francavillesae.” —PETROLIO» Archivio » Piatti Tipici: il Piccione della Chiazza
Nov 14, 2009
“

CURRICULUM VITAE

Il primo passo per l’intrepida scalata al successo è, senza dubbio, un buon curriculum vitae.

Per la redazione di un ottimo resoconto della tua carriera di studi e lavoro, basta seguire poche e fondamentali regole:

1. Scrivi in un buon italiano. Soprattutto se sei italiana.
2. Abbellisci le tue esperienze in modo da renderle più interessanti, ma ricordati sempre, in sede di eventuali colloqui, su cosa e come hai mentito.
3. Sebbene l’istinto sia fortissimo, non mentire sulla tua data di nascita.
4. Riporta solo le esperienze lavorative che possano favorirti presso l’azienda per la quale vorresti lavorare. Non a tutti può interessare il tuo passato da baby sitter del tuo fratellino.
5. Indica sempre le tue competenze linguistiche, informatiche e le tue qualifiche. Se non ne hai nessuna, poniti delle domande.
6. Utilizza layout semplici, font leggibili e il meraviglioso dono della sintesi. A meno che tu non sia Pollock, usa al massimo un colore.
7. Non chiedere mai al tuo fidanzato/marito di suggerirti la foto da allegare al cv. Gli uomini sono addestrati, per evitare rogne, a dire che stiamo benissimo anche negli scatti più infelici.
8. Indica tra i tuoi interessi e hobby solo quelli moralmente e socialmente accettati.
9. Se invii il cv via e-mail, utilizza un formato di file standard. Se lo invii cartaceo, buona fortuna con le Poste Italiane!
10. Allega, sempre, al curriculum una breve lettera di presentazione, ma ricorda che una lettera di raccomandazioni è la vera chiave del successo.

”
—Le faremo sapere - Dania (via dottoressadania)
Nov 13, 20098 notes
Nov 9, 2009
Nov 9, 2009
Nov 7, 200916 notes
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Nov 7, 2009
Post fitz

…e si avvicina un tipo di colore, con rose rosse e gialle in mano.

Mo’ questo che vuole?

Siamo evidentemente 4 maschi e neppure tanto carini.

M fa, sorridendo - no, spiegami ora, dove le vedi le ragazze?

G si allontana

- io povero, io bangladesh, dai neuru, piacere, io povero…

- no guarda, davvero, già non ho soldi per me

- eh, dovessi dare uno spicciolo per tutti quelli che me lo chiedono sarei più povero di te

- io povero, amigu, piacere, dai neuru

Non gli diamo più corda e va via.

Torna G - hai visto, quello succede quando non configuri bene le adwords

G è il mio mito, fino a domani

Nov 3, 2009
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Nov 2, 2009
Altrimenti? Altrimenti ci arrabbiamo! O anche del Mantellini Furioso

alphakappa:

Google Chrome beta viene lanciato ai primi di settembre 2008. Il primo di novembre 2009, ossia un anno e due mesi dopo, Massimo Mantellini, il quale è uno stranoto giornalista che scrive di tecnologia per diverse testate, fra cui Punto Informatico e Nova del Sole 24 Ore; e il quale, non a torto, scrive questo di se stesso; dicevo, Massimo Mantellini un bel giorno scopre Chrome e, cadendo dal pero, scrive su Friendfeed:

Cioe’ mi state dicendo che Chrome non ha la form in alto a destra per le ricerche?

Buongiorno Massimuccio! Ben svegliato, come va?

Dato che sono un burbero, anzi, diciamo la verità, sono un brusco maleducato, anche molto polemico e un po’ comunista, mi sono permesso di commentare così:

è sempre bello quando un giornalista che scrive di tecnologia su importanti testate si accorge di un nuovo browser (un browser, eh! mica un cazzabubolo qualsiasi! di google eh! mica della pautasso s.r.l.!) più di un anno dopo della sua uscita. ti fa riflettere.

(Notare la pesante maleducazione del commento e la sordida perfidia! Che gentaglia che c’è in giro, ragazzi!)

Bene, anche Napolux, usando la stessa maleducazione e toni ancora più aspri e spregevoli, azzarda e scrive:

Quoto Alessandro, anche se l’avrei scritto con toni meno concilianti, per mia fortuna so trattenermi a volte. D’altronde in Italia si sa come funziona: chi sa fa, chi non sa insegna. ;)

(Notare l’occhiolino dell’emoticon, che non è altro che un bieco cavallo di Troia.)

Mantellini legge, s’infuria, pensa: chi osa tanto? Al pari di Giove Pluvio, fa tuonare il cielo e, dal tepore del suo ufficietto casalingo di Forlì, in pantofole, medita vendetta. Allora col sangue agli occhi promette una violenta rappresaglia:

beh dai, un paio di sani block e tutto torna come prima

Giustizia è fatta (Ubris e Nemesis, chi ricorda?): i due insolenti, che hanno osato con tale tracotanza criticare il Mantellini, vengono prontamente bloccati e non potranno pertanto né leggere né commentare le sue chicche tecnologico-politico-personali. Né più mai.

Qualcuno chiede (pazzo!):

massimo ci si chiede perché il block a @Napolux e @Alessandro C.

Risponde Massimuccio:

@jack, no tutt’altro, ma essendo un luogo privato se io nemmeno so chi tu sia e vieni a tromboneggiare su cose senza senso io non vedo perche’ dovrei ascoltarti. DIciamo che non lucchetto il feed ma allontano le persone che mi sembrano poco educate

Eccoli i paladini della tecnologia, del uebduepuntozzero, dei contenuti fatti dagli utenti, del dialogo e del confronto, della libertà di stampa in rete, del “è la rete bellezza! E tu non puoi controllarla.”. Eccoli qui. Annamo bbene, ‘nnamo proprio bbene, diceva Sora Lella.

Nov 1, 2009
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