Va beh, mo’ non esagerare (Taken with picplz.)
Poca roba (Taken with picplz.)
Questa debbo raccontarla, così nel contempo mi sfogo e poi cerco un gesù che si sacrifichi per la mia redenzione.
Si sappia che la mia non è una crociata contro i milanesi - intesi, in questa accezione, come genti diverse provenienti da vari punti d’Italia, abitanti in Milano e non per forza residenti; quelli che li vedi e pensi so’ di Milano.
Dicevo, non è una crociata… ma ci siamo quasi. Sto raccogliendo i primi consensi e adepti - accipicchia, quanti termini e allusioni religiose, mh.
Allora, qualche giorno fa ero a Milano, no?
Dovevo sbrigare una commissione - un’ambasciata, come direbbe un mio amico calabrese; non gli ho mai chiesto cosa cazzo significasse, perché è importante anche non fare troppe domande - e mi recavo - chiedo scusa a poliziotti e carabinieri per l’utilizzo dell’imperfetto come da verbale e chiedo scusa a tutti per le tante frasi aperte e mai - mi recavo in questo ufficio, no, per lasciare del materiale in busta chiusa, con tanto di trolley e tracolla. Insomma, si capiva che ero di passaggio, molto di passaggio.
Entro, mi apre un tipo in giacca e cravatta - che poi, non è che sembrava un ufficio, era un appartamento adibito a - gli dico che devo lasciare una cosa per Simona xxxxxxx - fatevi i cazzi vostri, tanto non la conoscete - e mi dice ‘ah ok sì sì prego si accomodi pure’.
‘No, guardi, non è necessario, prendo la penna, scrivo il nome sulla busta e vado via’.
‘Ma no ma la prego si accomodi pure lì c’è una sedia e il tavolo scriva lì oppure dia a me la busta la chiudo io e la consegno domani’.
‘Guardi, la ringrazio, ma preferisco chiuderla (sai, qua dentro ci sono dei cazzo di dati più che sensibili che forse non dovresti vedere e non è che ti devo spiegare tutta la faccenda e sticazzi e gli altricazzi per lasciarti ‘na cazzo di busta, mamma mea), grazie’.
I milanesi sono spesso troppo cortesi e gentili, come quando ti trovi sui navigli e stai aspettando perché si liberi un posto allo Spritz e per non perdere clienti i ragazzi che ci lavorano ti adorano e adulano come fossi il più ricco dei petrolieri. Alla fine, è anche piacevole. Ma io non ero andato lì per fare aperitivo, evidentemente.
A questo punto, sento di essere stato un po’ scortese - anche se, insomma, lui è stato scrotese, di ‘na pesantezza che in 10 secondi mica tutti - e faccio ‘mi scusi, sono stato poco cortese, ma nella fretta non mi sono nemmeno presentato, Claudio’ e allungo la mano con ancora la tracolla alla spalla
‘Xxxxxini’ - i puntini non sono per rispetto della praivasi, o robe del genere, è che non ricordo il resto, davvero.
?
Quella è la mia espressione in quel momento. Non saprei come disegnarla altrimenti, né tantomeno saprei descriverla. La mia faccia era così.
?
E allora inizio a pensare, mi si arrovella il cervello, non posso capire come sia possibile, cosa lo abbia trasformato in quell’essere lì, cosa ci sia che non va in lui. E poi continuo a pensare e credo che sia colpa della città, perché mi era già successo - anche se in quel caso potevo giustificarlo; era un incontro di lavoro e la tale persona voleva che lo (ri)conoscessi in quanto contatto di lavoro.
E allora scrivo la busta in fretta e furia, gliela consegno, ringrazio ‘alla prossima’ ed esco a parlare da solo - ma non da solo tra me e me, seh; come dicevo pocanzi, io parlo e scrivo così, perché penso così; cioè, non l’ho detto pocanzi perché raramente finisco le - ma ad alta voce.
Faccio le scale (tre) che già rimugino e mumble mumble e ‘mannagghia la miseria’ non me lo posso spiegare ‘ma comu cazzu è?! Xxxxxini? Ma ce si scemu? A ‘sto punto, chiamati Xxxxxino Xxxxxini se ti piace tanto il tuo cognome. Milanese dimmerda’.
Tutto questo sempre a voce alta.
Dico io, un po’ di rispetto verso i genitori che magari si sono scervellati prima di trovargli un nome?
Quello che volevo dire è - mannagghia la miseria - che è cazzo possibile che ogni persona per questi cazzo di soggetti milanesi sia un contatto di lavoro?
Oh, ripigghiativi (cit.), fatevi un po’ di amici.
Ok, mi sono sfogato abbastanza, ciao.
How Google Maps Really Work
(via spiff)